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La pagina delle mie esperienze con la BMW Riding Academy (cliccare sul titolo per accedere alla recensione)
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> VAIRANO giugno 2006
Venerdì 16 giugno è...il grande giorno, atteso con ansia crescente per tutta la settimana: battesimo in pista! Certo non si tratta di una gara motociclistica ma la tensione è forte anche perché le incognite sono molte: riuscirò ad essere all'altezza? Riuscirò a vincere le mie paure? Sarà un'esperienza positiva o solo una perdita di tempo e di denaro? Qualche amico m'aveva confidato il suo scetticismo: vedrai che finirà come quando vedi passare le scuole di sci, il maestro davanti che non si accorge neppure se gli allievi lo seguono!
Il prologo, invece, colpisce per la serietà e la professionalità dell'accoglienza: due graziose hostess registrano i dati personali e consegnano il materiale didattico; entrando in aula la tensione si scioglie: un breve briefing, tenuto da quelli che saranno i nostri istruttori, illustra il programma della giornata e tutti i timori si trasformano in...desiderio irrefrenabile di saltare in sella! Le moto a disposizione del corso sono ordinatamente disposte nel cortile antistante l'aula: tutti i migliori modelli da strada della BMW sono presenti. Breve pausa caffè poi...tutti in sella per l'inizio della fase pratica. Il gruppo è numeroso e si divide: il BASE andrà nel piazzale, l'AVANZATO in pista. Le moto non sono sufficienti per tutti e, d'altronde, la pista non è molto larga per cui il corso avanzato è stato suddiviso in due sottogruppi che si alterneranno sui medesimi mezzi.
Partiamo! La tensione è completamente svanita: mi sento assolutamente a mio agio, concentrato e prontissimo a scendere in pista: finalmente ci siamo! Salgo in sella all'ultima moto disponibile, una piccola F800S rossa, provo i comandi e studio gli strumenti, regolo gli specchietti, ingrano la prima. Tutti in fila indiana a passo turistico per conoscere il tracciato; l'istruttore ci fa fare un giro dietro a lui poi dobbiamo farci sfilare dal gruppo e metterci in coda: così per cinque giri. Al termine si rientra ai box per lasciare le moto al secondo gruppo. Durante l'esercizio il secondo istruttore ci seguiva per correggere eventuali errori di postura e di traiettoria.
Si riprende: questa volta non mi lascio scappare una bellissima R1200S nera con assetto sportivo ed ammortizzatori Ohlins. Salto in sella e subito mi sembra d'essere...a casa! La vista dei due cilindroni boxer sotto di me è rassicurante, il loro rumore pastoso e grave è una sinfonia amica: nulla a che vedere con il piccolo bicilindrico fronte marcia, rabbioso e gracchiante, della F800S!
Apro il gas con circospezione e saggio la manovrabilità di questa splendida moto: tanti cavalli ma erogazione lineare e pulita, assetto impeccabile ma, ovviamente, da verificare ad andatura più sostenuta di quella tenuta nei giri precedenti.
Le gomme sono calde (dal turno appena concluso) e provo a spingere un pò: ora conosco la pista e, con i muscoli più rilassati, decido di "buttarmi fuori" seguendo da vicino le traiettorie dell'istruttore e dei più bravi. Dopo pochi giri giriamo tutti con un ottimo passo e, via via che il tempo trascorre, aumenta la confidenza con...gli angoli di piega che continuano a crescere. Ci stiamo divertendo tutti un mondo e rientriamo, al termine del nostro turno, sempre di malavoglia.
Constato per la prima volta cosa vuol dire disporre delle sospensioni Telelever e Paralever rispetto alle tradizionali forcelle teleidrauliche ed al mono posteriore: la moto, nelle staccate più dure, non affonda mai esageratamente e trasmette una sensazione di sicurezza sull'avantreno davvero unica! Magari non sarà una soluzione tecnica che vedremo mai in una gara di MotoGP ma, per noi comuni motociclisti che amano qualche divagazione pistaiola (o solo divertirsi in sicurezza sulle nostre strade), queste sospensioni regalano grandi soddisfazioni ed un qualcosa in più in fatto di sicurezza.
La giornata volge al termine e tutto il gruppo si sposta sul piazzale: prove di frenata d'emergenza tra i birilli e su manto stradale allagato per saggiare la straordinaria efficienza dell'ABS. Questo ausilio elettronico è strabiliante e, soprattutto su una moto, fa la differenza tra lo stare in piedi e cadere rovinosamente a terra in occasione di una frenata d'emergenza sull'acqua! Dopo averlo provato, seguendo le istruzioni d'utilizzo ed i consigli dell'istruttore, diventa veramente arduo decidere di farne a meno.
Dopo i saluti finali e la consegna degli attestati di partecipazione un grande ringraziamento a tutti i nostri istruttori pazientissimi, precisi, professionali, attenti ad ogni nostra necessità e difficoltà, puntuali ed amichevoli con ognuno dei partecipanti, prodighi di consigli e suggerimenti. Un'esperienza preziosa che mi ha consentito d'affrontare con maggiore sicurezza e consapevolezza la risalita sulla mia moto: da quel giorno tutto è diventato più facile e naturale e la rilassatezza con cui conduco oggi il mio mezzo si trasforma in una guida più sicura, veloce e divertente senza, naturalmente, tralasciare mai la prudenza!
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Premessa:
guido una motocicletta da quando ero un ragazzo quindicenne eppure, nonostante i molti capelli bianchi e gli altrettanti chilometri fatti scorrere sotto le ruote, sino ad una calda giornata di giugno del 2006 la mia capacità di governare la paura dovuta ad una piega particolarmente accentuata era assai...limitata. Sino a quando la moto corre diritta, nessun problema ma quando occorre metterla sdraiata, in un veloce curvone autostradale come in uno stretto tornante di montagna, ecco che qualche sudore freddo scorre lungo la schiena, le braccia si irrigidiscono, la motocicletta sembra diventare improvvisamente pesante ed ingovernabile!
Credo non sia capitato solo a me di chiedere: perché mi sento così insicuro, perché ho paura di piegare la moto?
Nella mia mente razionale e "tecnica" la spiegazione a questo stato d'insicurezza viene dalla consapevolezza che la mia stabilità (e quindi il mio equilibrio) è "delegata" a pochi millimetri quadrati di superficie gommata a contatto con l'asfalto: e non sempre questa area è pulita, rugosa, priva di buchi od avvallamenti!
Sbagliare una traiettoria vuol dire, se non si corre ai ripari con un aumento dell'angolo di piega, ritrovarsi "dall'altra parte": e questo non è sempre indicato per la nostra...integrità fisica! Ma anche scivolare sull'asfalto, strofinandosi ben bene, non è cosa augurabile: chi ha provato l'emozione di guidare motociclette con i telai, le sospensioni e le gomme a dir poco "approssimative" degli anni '70, vestendo abbigliamento ancor più inadatto, sa cosa vuol dire una scivolata a 20 chilometri all'ora: io sento ancora oggi il bruciore infernale della "grattugia bituminosa" su cosce, ginocchia e gomiti!
Guardando i migliori, per non dire i piloti professionisti, ti rendi conto che il tuo limite è più psicologico che fisico: le leggi della fisica, della dinamica e dell'equilibrio sono eguali per tutti, per un qualsiasi sig. Rossi come per il più famoso di tutti i Rossi, il mitico Valentino (ovviamente...con le dovute proporzioni!).
Ed allora, mi sono detto, perché non provare a capire quale sia veramente il mio attuale limite e se, in condizioni di massima sicurezza, non possa provare a spostare questo livello un pò più in alto. Detto, fatto! L'occasione mi è giunta attraverso l'invito del motoclub ad iscriversi al corso di guida sicura 2006 BMW Motorrad Riding Academy, una giornata in pista con la possibilità d'imparare qualcosa di nuovo ed utile da istruttori professionisti.
In queste pagine proverò ad analizzare queste esperienze cercando non solo di fare una cronaca giornalistica ma di ricavare informazioni di una qualche utilità pratica per me e per tutti quei motociclisti che nutrono curiosità ed interesse per queste scuole ma sono anche frenati da dubbi e paure.
Chiunque avesse qualche quesito da pormi od aggiungere qualche considerazione può, come sempre, contattarmi cliccando qui.
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